La Juve post Dybala: esiste davvero un progetto tecnico e tattico?
Mi dispiace per l’epilogo della vicenda Dybala, ed è un dispiacere figlio dell’affetto che mi porta a legarmi ad ogni calciatore che veste la maglia a strisce bianconere. Nel corso…
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La scelta di esonerare Sarri non fu sbagliata perché l’allenatore ex Napoli, pur avendo vinto lo Scudetto (per inerzia), nella fase finale della stagione, dopo la pausa forzata per il covid, inanellò una serie pazzesca di sconfitte e di prestazioni vergognose, che convinsero la dirigenza ad effettuare il cambio in panchina per evitare di iniziare la nuova stagione nello stesso modo in cui era finita la vecchia.
La scelta di Pirlo fu brillante e coraggiosa e per questo doveva essere difesa e sostenuta in maniera forte e convinta dalla società e dal presidente Agnelli che, per primo, aveva puntato su di lui.
Non farò l’elenco delle attenuanti di Pirlo, da una stagione iniziata senza ritiro pre campionato, fino ad una squadra costruita male, passando per una serie di infortuni pazzeschi, ma voglio limitarmi ad una considerazione sul finale della stagione passata.
Nell’ultimo mese Pirlo aveva trovato l’assetto giusto con un 4-4-2 spinto, tanto da diventare 4-2-4 in fase di possesso. In questo modo colmava la lacuna dell’assenza di centrocampisti idonei alla regia, sfruttava le potenzialità dei suoi giocatori di maggior talento maggiormente propensi a giocare sulle fasce laterali, e accanto ad un centravanti (Morata) capace di attaccare la profondità schierava o Ronaldo o Dybala e non i due insieme.
Vi ricordate come finirono le ultime quattro partite di quel mese?
Vittoria 2-1 nella finale di Coppa Italia contro l’Atalanta e tre vittorie consecutive in campionato: 3-2 contro l’Inter in casa, 3-1 e 4-1 contro Sassuolo e Bologna in trasferta.
Non avremo mai la controprova, ma il 4-4-2 con
Danilo-De Ligt-Chiellini -A.Sandro in difesa;
Bentancur e Rabiot interni di centro campo,
Chiesa e Cuadrado esterni,
Morata e Ronaldo (o Dybala) in attacco
Pirlo aveva trovato la chiave giusta con cui aveva finito bene il campionato e da li si doveva ripartire per la nuova stagione.
Stesso modulo, risoluzione dell’equivoco tattico Dybala-Ronaldo (confermando solo uno dei due) e l’acquisto di Locatelli che Pirlo aveva chiesto a gran voce anche l’estate prima.
Invece si è deciso di buttare tutto all’aria, di richiamare (ricoprendolo d’oro) l’allenatore mandato via due anni prima che ha iniziato nel peggiore dei modi, relegando De Ligt e Chiesa a “giovani che devono crescere”, proponendo Rabiot esterno sinistro ed inventandosi continui ed assurdi cambi tattici e di formazione in ogni partita e, spesso, anche nel corso della stessa partita.
Agnelli ha molte responsabilità in tutto questo, forse è arrivato il momento che cominci ad assumersene qualcuna (altro…)