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Il 25 Aprile tra vecchie celebrazioni e nuovi fascismi

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La vittoria di Macron, salutata come il nuovo vento del 25 aprile e caricata di memorabili significati anti fascisti, per aver bloccato l’avanzare della destra nazionalista, non mi fa né caldo né freddo.

Già li vedo, i Compagni di un tempo o partiti o venduti, storcere il naso davanti a queste considerazioni perché, altro dato di fatto, in Italia se ragioni con la tua testa ed esprimi un dissenso che devia dal pensiero unico, sei stupido o fascista (o, spesso, tutte e due).

Lasciatemi però dire che la retorica ed il trionfalismo di certi personaggi che in queste ore incensano la vittoria di Macron come l’avamposto della nuova Europa capace di arrestare l’avanzata dei barbari, la trovo ridicola ed insopportabile:

Io me li ricordo i commenti di tutti gli analisti mondiali l’8 novembre 2016 quando Trump vinse le presidenziali americane. Le ipotesi apocalittiche, i rischi di crisi internazionali, la paura per la sua schizofrenia, le ipotesi iperboliche di conflitti mondiali ed interplanetari. Ed invece non accadde nulla, salvo poi ritrovarci risucchiati mani e piedi in un conflitto mondiale nel cuore dell’Europa, imponendo supinamente sanzioni economiche che si stanno ripercuotendo su noi stessi e con il rischio di una espansione a macchia d’olio di questa guerra scellerata, grazie alla follia del Presidente Democratico eletto nel 2020 e che venne salutato con gli stessi entusiasmi che oggi salutano la vittoria francese.

Che poi, se vogliamo, sono sempre gli stessi che esaltano le vittorie della Sinistra nel mondo, dal meraviglioso esempio spagnolo targato Sanchez-Iglesias a quello portoghese di Antonio Costa, fino alla Grecia di Tsipras, ma che da noi portano alla presidenza del consiglio un tecnocrate di destra solo per conservare un seggio in Parlamento per un altro paio d’anni.

Ma ce lo ricordiamo cosa è accaduto e cosa sta succedendo nel nostro Paese nel silenzio complice dei media e nel disinteresse generale?

  • Io vorrei sommessamente far notare che l’Italia è stato l’unico Paese ad imporre misure di restrizione per due anni di fila che nulla avevano a che fare con l’aspetto medico e l ‘evidenza scientifica, ma solo il carattere dell’imposizione politica.
  • Io vorrei sommessamente far notare che in Italia è stato calpestato l’articolo 1 della Costituzione, quello del diritto al lavoro, costringendo milioni di persone a sottoporsi ad un trattamento sanitario non obbligatorio per non perdere il lavoro (e mentre veniva regolarmente erogata la prebenda chiamata reddito di cittadinanza a chi se ne restava sul divano).
  • Io vorrei sommessamente far notare che l’Italia è stato (ed ancora) l’unico Paese dove per poter prendere un mezzo pubblico, o entrare in un ufficio o frequentare un centro sportivo o una scuola, o prendere un caffè al Bar, si imponeva l’esibizione di un QR Code, una sorta di tessera fascista 2.0

Io oggi festeggio e rivendico il 25 aprile, molti altri che lo fanno auto attribuendosi la verità assoluta, dovrebbero guardarsi allo specchio e fare un esame di coscienza, mentre noi, come diceva Bertolt Brecht:

Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati.

 

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