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Caro Andrea ti scrivo…

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Caro Presidente,  caro Andrea,

dico una cosa banale che si avvicina alla scoperta dell’acqua calda: Tutti i cicli finiscono e il tuo poteva e doveva finire meglio. Non amo le celebrazioni e non mi slancio in difese d’ufficio né in accuse predefinite ma, lasciatelo dire: ognuno è artefice del proprio destino, anche se di cognome fai Agnelli. Soprattutto se di cognome fai Agnelli.

Da tifoso avevo accolto con sincero entusiasmo il tuo arrivo nella delicata fase post calciopoli e tu ci hai ripagati regalandoci un ciclo memorabile. Ti ho sempre difeso ed ho esaltato le tue scelte, possiamo dire che se le tue dimissioni fossero arrivate quattro anni fa saresti rimasto alla storia come il miglior Presidente di sempre.

Ed invece, da un certo momento in poi, hai dato vita ad una carrellata di errori madornali di cui, francamente, non mi capacito, dando il via ad un declino costante ed irreversibile di cui sei l’artefice principale.

Provo a fare una piccola sintesi:

  • Allontanamento di Marotta, miglior dirigente italiano, una miniera di esperienza, di relazioni e di realismo ed efficienza gestionale.
  • L’affidamento dei settori nevralgici della società a persone senza adeguato bagaglio di esperienza o di competenze specifiche in particolare nell’Area Sportiva e nell’Area Finanziaria. 
  • Il rifiuto al ritorno di Conte (finito poi all’Inter, come Marotta) a cui ha fatto seguito la vorticosa girandola di allenatori, assunti e licenziati senza alcuna chiarezza sul progetto tecnico che si voleva perseguire sul campo.
  • La grottesca gestione del caso Suarez, che avrebbe dovuto far aprire gli occhi sul dilettantismo e sulla leggerezza con cui agivano alcuni dirigenti.
  • La plateale figuraccia della SuperLega, operazione sacrosanta nell’idea, ma condotta maldestramente dal punto di vista comunicativo.
  • Il progressivo indebolimento politico della società, che ha avuto come conseguenza principale arbitraggi molto discutibili e decisioni VAR vergognose, subiti in rassegnato silenzio, ma anche ulteriori limature nelle nuove ripartizioni dei Diritti TV.

È vero, la pandemia ha impattato sensibilmente sui conti della società, ma i dati tendenziali di bilancio erano tali da suscitare attenzione già nel primo semestre dell’esercizio 19/20. Il COVID ha solo aggravato, e in parte coperto, l’insostenibilità di quella struttura di costi e ricavi. Così come tutte le manovre contabili e gestionali effettuate dagli amministratori risultano spericolate e confermano la persistenza di un disordine organizzativo, di una carenza di idee, di competenze e di risorse umane che ha prodotto e temo produrrà ancora innumerevoli danni sul fronte reputazionale, commerciale, tecnico.

Ce lo possiamo dire: supponenza e arroganza, sfocite in un delirio di onnipotenza, sono state le cause principali di questo disastro. Sono parole pesanti, ma credo tu debba accettarle. Allo stesso modo devono accettarle i tuoi collaboratori, quelli scelti da te personalmente, e che non si sono dimostrati all’altezza delle responsabilità che gli avevi affidato.

Ci vorranno anni per sanare il disordine che queste persone, scelte da te, hanno creato nei conti e nell’organizzazione aziendale. Ma noi aspetteremo e continueremo ad esserci. Fino alla Fine.

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