SOGNO O SON…SESTO? TUTTI GLI ERRORI DI AGNELLI

SOGNO O SON…SESTO? TUTTI GLI ERRORI DI AGNELLI

Sono un tifoso ed in quanto tale sarò sempre grato ad Andrea Agnelli per averci riconsegnato alla Storia con la favolosa cavalcata dei nove  Scudetti consecutivi dopo che, con una inquisizione calcistica pilotata a livello politico, cercarono di farci fuori, togliendoci due campionati vinti sul campo, mandandoci in serie B e costringendoci a vendere più della metà dei nostri fuoriclasse e ripartire da zero.

Sarò sempre grato ad Andrea per aver riportato la Juventus a primeggiare in campo e fuori dal campo grazie ad una serie straordinaria di azioni societarie di largo respiro che hanno segnato per lunghi anni un solco con le altre società. Nel mio piccolo sono un manager ed in quanto tale so che programmazione e pianificazione rappresentano elementi fondamentali dei successi futuri, ma so anche che non va mai abbassata la guardia.

Ritengo che un Manager vada giudicato dai i risultati e non per i ricordi e l’affetto, altrimenti si finisce con l’imboccare una viale senza ritorno. È quindi arrivato il momento che Andrea si assuma la responsabilità di alcune scelte sbagliate che, dall’apice dell’operazione Ronaldo, hanno iniziato a creare i presupposti per gli aberranti i risultati aberranti di questa stagione. Direi che i punti da analizzare sono essenzialmente quattro, vediamoli insieme:

  • 1- allontanare Marotta

Il primo merito di Andrea Agnelli, una volta salito sul gradino presidenziale, fu quello di liquidare Cobolli Gigli, Blanc e Secco, per dare spazio ad un manager che sapesse dove mettere mani e piedi nel mondo del calcio. Beppe Marotta, proveniente dalla Sampdoria, portò con se il trentasettenne Fabio Paratici, esperto di calcio di come pochi e fenomeno dello scauting. Dopo il primo anno di assestamento e con qualche scelta abbastanza discutibile (tipo Delneri in panchina), la società cresceva e, vittoria dopo vittoria, scavava un solco enorme tra se e le rivali. Iniziarono ad adottare anche la strategia del rafforzamento contestuale all’indebolimento della concorrenza: acquisto di Higuain con relativo indebolimento del Napoli che fino a quel punto era stato l’avversario principale per la corsa al titolo; stesso discorso con Pjanic della Roma. Marotta, stando ai rumors, ha avuto la colpa di non aver avallato l’operazione Ronaldo a seguito della quale si sarebbe creata una crepa all’interno della società e la rottura col fido Paratici. Qui Agnelli ha compiuto un errore clamoroso: lasciare sul mercato un manager straordinario che, come tutti pensavano e temevano, due giorni dopo era già all’Inter.

  • 2- l’ostracismo a Conte che chiedeva di tornare

Lo sanno anche i muri che Antonio Conte voleva tornare alla Juventus e che ha accettato l’offerta dell’Inter soltanto quando tutti i tentativi di Nedved e Paratici di convincere il presidente risultarono vani. Agnelli non ha mai perdonato all’ex capitano la scelta di dimettersi a ritiro in corso e le frasi poco rispettose usate nei confronti della società sul famoso ristorante da 100 euro. Dopo cinque anni, cinque scudetti di fila e due finali di champions, il ciclo di Allegri era finito e la Juventus da grande società lo aveva capito, interrompendo il rapporto con grande stile da parte di entrambi. A quel punto scegliere Conte sarebbe stato naturale ed avrebbe impedito all’eterna rivale di ricreare la coppia vincente dei primi tre scudetti della serie sotto il Duomo sponda nerazzurra.

  • 3 – aver avallato la scelta cervellotica di Sarri

In quell’estate nefasta il terzo errore clamoroso è stato quello di puntare su un allenatore che per stile, caratteristiche, carattere ed età, era facile prevedere che si sarebbe rivelato un corpo estraneo. Nell’anno di Sarri lo spogliatoio ha iniziato a sfilacciarsi, la squadra ha perso parte del suo DNA, parte delle sue sicurezze, molti elementi della rosa hanno subito una involuzione pazzesca. Lo sapevamo tutti che Sarri che non sarebbe stato all’altezza, al di là della sue eccellenti capacità di allenatore, risulta ancora inspiegabile il perché si sia puntato su di lui. Che ciclo si poteva aprire con un allenatore di 65 anni? Lo Scudetto fu vinto per inerzia e per demeriti delle inseguitrici, e dal post covid in poi la squadra ebbe un tracollo pazzesco che portò ad una forma di resipiscenza della dirigenza che decise di cambiare di nuovo la guida tecnica.

  • 4- aver scelto Pirlo nell’anno più difficile senza mettergli a disposizione una rosa adeguata alla sfida.

Lo dico da tempo: a me la scelta di Pirlo è piaciuta. Ma gli errori commessi attorno a quella scelta sono assurdi e la colpa di Agnelli e della società è stata quella di scegliere un allenatore esordiente senza dargli gli strumenti adeguati.

  • niente precampionato (causa Covid) per conoscersi e provare a mettere in atto una sua idea di gioco, mentre tutte le altre partivano con lo stesso allenatore dell’anno precedente.
  • Squadra costruita male e con i rinforzi che sono arrivati a campionato già iniziato
  • Carenze evidenti della rosa con Chiellini e Bonucci ormai ex giocatori, nessuna alternativa ad Alex Sandro a sinistra (e Pirlo costretto a prendere Fabrotta dall’Under 23); attacco risicatissimo con Morata arrivato alla seconda giornata e con nessun centravanti di riserva pur conoscendo le difficoltá palesate dalla squadra quando mancava l’attaccante capace di dare profondità; un centrocampo lontano anni luce dal centrocampo di una grande squadra. Certo, Pirlo ci ha messo del suo con scelte cervellotiche, giocatori fuori ruolo, cambi continui di formazione e la buona sorte si è accanita con una serie pazzesca di infortuni e contagi Covid. L’errore principale però resta di chi ha scelto un esordiente affidandogli la rosa meno forte degli ultimi sei anni.

Scrivo dopo la disfatta in casa col Milan ed il mio realismo mi spinge a credere che prenderemo batoste serie ed umilianti anche con Sassuolo ed Inter; temo che la nostra dimensione sia oggi quella del sesto post e, anche se dovessimo arrivare quarti per un miracolo, confermerei le mie valutazioni. Non  esiste programmazione seria senza una analisi onesta degli elementi a disposizione. Non lo so se Agnelli resterà alla guida della società e non so se resteranno Paratici, Cherubini e Nedved; ma so che se dovessero restare, l’errore più clamoroso che potrebbero commettere sarebbe quello di autoassolversi scaricando le colpe del disastro solo sull’inesperienza di Pirlo.

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