Einstein tra Pop e Relatività 105 anni dopo

Einstein tra Pop e Relatività 105 anni dopo

Sono passati centocinque anni da quel 20 marzo del 1916 quando Albert Einstein pubblicò la teoria della relatività.

Sullo scienziato tedesco sono stati spesi, giustamente, ettolitri di inchiostro e tonnellate di parole, consacrandolo alla storia anche come personaggio iconico e decisamente pop.
La foto sbeffeggiante mentre fa la linguaccia; le citazioni spiazzanti, “due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sul primo non sono cosi sicuro”; l’analisi sulle opportunità economiche e sociali che “la crisi” può offrire a chiunque abbia la volontà e la determinazione di cambiare il proprio paradigma rispetto alla concezione delle cose. Io, per fare esempio, di questa teoria ho un bellissimo quadro appeso in ufficio.

Ma ricordare Einstein per questi dettagli, sorvolando sul genio della fisica e sulla teoria che ha rivoluzionato il tempo e lo spazio, sarebbe come celebrare Michel Platini parlando dello Champagne e tacendo dei calci di punizione. Quindi qui, proviamo a parlarne, affidandoci al nozionismo fondamentale di wikipedia e derivati.

La suddetta Teoria afferma che tempo e spazio sono concetti relativi e non inquadrabili in un sistema di riferimento assoluto. Che già detta cosī sembra una Poesia, figurarsi se si giunge a questa soluzione semplicemente guardando una mela cadere da un albero.
La Teoria considera i sistemi che si muovono l’uno rispetto all’altro a velocità costante, nel 1916 Einstein formulò la teoria della relatività generale che si riferisce ai sistemi che si muovono a velocità variabile.
Da queste teorie Einstein arrivò a conclusioni sorprendenti come l’equivalenza tra massa ed energia, che ha la famosa formula E=mc².
Secondo questa teoria, gli effetti prodotti da un campo gravitazionale equivalgono a quelli prodotti dal moto accellerato.
Inoltre secondo Einstein la gravità è la conseguenza della deformazione dello spazio-tempo, dovuta alla presenza di massa o energia. I pianeti si muovono quindi seguendo percorsi lineari in uno spazio-tempo deformato dalla presenza del Sole.
La relatività generale riguarda anche il concetto di tempo, che scorrerebbe più lentamente in presenza di un campo gravitazionale più forte. Con la teoria di Einstein, lo spazio e il tempo smisero di essere considerati variabili indipendenti sia dalla materia sia l’una dall’altra e preesistenti alla nascita dell’universo.

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