Considerazioni sparse sulla questione Palestinese (e dintorni)

Considerazioni sparse sulla questione Palestinese (e dintorni)

Non me le ha chiesto nessuno, ma dopo qualche giorno di silenzio, alcune considerazioni sparse sulle vicende drammatiche in corso in questi giorni nei territori occupati e nella striscia di Gaza, vorrei comunque farle. 

Di fronte alla tragedia palestinese ho ascoltato e letto parole di circostanza, in molte sedi importanti ed in troppo sedi discutibili. Procedo per punti, come mio solito:

1 – l’ONU (l’Onu!!!) si riunirà domenica (domenica!!!) per discutere della situazione tra Israele e Palestina. La dimostrazione evidente che il massimo organismo che rappresenta le Nazioni Unite, altro non è che un manipolo di burocrati che sorseggiano lo champagnino nelle occasioni di gala e discutono su Zoom di una vicenda tragica con tutta calma del mondo e con milioni di morti che giacciono sul campo.

2 – In Italia abbiamo visto un palco della solidarieta’ a Israele nel quale il Segretario del Partito Democratico si faceva fotografare insieme al leader della Lega. E non bisogna essere degli scienziati politici per capire che c’è qualcosa che non va.

3 – come capita spesso, soprattutto in tema di politica estera, vado a leggere il pensiero di Massimo D’Alema, già Presidente del Consiglio, già Ministro degli Esteri e massimo esperto in questo campo. E le sue parole le ho trovate (e le condivivo, ça va sans dire) nel suo intervento durante l’assemblea di Articolo Uno, e che riporto per grandi linee nel punto 4.

4 – “C’é una mancanza di verità in questo modo di affrontare la tragedia, di una verità che era profondamente radicata nella coscienza politica italiana e non solo della sinistra e che sembra essere svanita nel corso degli anni. Dobbiamo cercare di capire un po’ in profondita’ come esplode una crisi di questo genere, perche’ Hamas e gli islamisti sono diventati così forti, perché Erdogan é diventato un punto di riferimento irrinunciabile non per alcuni estremisti ma per milioni di arabi. Io penso che Hamas diventi così forte perché i palestinesi si sentono traditi dal mondo occidentale….Sono stati traditi dal mondo occidentale, sono stati abbandonati….La leadership palestinese che si e’ spesa con una generosità quasi suicida in una politica di negoziato, di concessioni, di collaborazione, non solo non ha ottenuto nulla ma e’ stata completamente delegittimata….Io penso che oramai il discorso sulla politica dei due Stati lo possiamo dire noi perché qua fa parte del politically correct, ma per loro non ha alcun significato, é una pura finzione. Tra il mare e il Giordano vivono milioni di persone, grosso modo meta’ ebrei meta’ arabi. Con una differenza: Gli ebrei vivono in grandi città moderne, gli arabi prevalentemente circondati da filo spinato, torrette, mitragliatrici. I palestinesi si dividono in due tipologie: i cittadini arabi israeliani vivono in uno stato ebraico, sono ospiti, sono cittadini di serie B con meno diritti e i palestinesi che vivono sotto occupazione”.

5 – C’è troppa ipocrisia in giro che non ci fa vedere fino in fondo la tragedia in atto e i rischi che si corrono, perché se le forze che investono sulla pace non avranno il giusto e tempestivo spazio di manovra, avremo ancora una volta la guerra che prenderà il sopravvento.

6 – davanti a tanta tragedia, una trasmissione televisiva sempre attenta a questi temi sociali come propaganda live, aveva invitato una giornalista esperta nella questione palestinese e nel conflitto in questione. La stessa giornalista, dopo aver visto di essere l’unica donna su sette ospiti della trasmissione, a rinunciato alla sua partecipazione il nome di un femminismo di pari opportunità che, davanti alla complessità di una tragedia di queste dimensioni, risulta non solo becero ma totalmente fuori dal mondo e dalla storia.
Riprendetevi.

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